Dovevi trovarti per forza in due. In fondo bastava quello: due corde di nylon tese, quattro maniglie e al centro una palla ovale di plastica, quasi sempre arancione, che sfrecciava da una parte all'altra a una velocità impressionante. Il Going fu il gioco da spiaggia più amato tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta, e per qualche estate sembrò che non esistesse altro modo di passare il tempo in attesa dell'ora del bagno.

Il funzionamento era di una semplicità assoluta. La palla aveva un buco lungo tutta la sua lunghezza, dentro il quale passavano due robusti cavi di nylon. Ogni giocatore afferrava le due maniglie alle estremità dei cavi e, allargando di colpo le braccia, spediva la palla verso l'avversario, che a sua volta doveva respingerla con lo stesso movimento. Un botta e risposta continuo, rapido, faticoso.

Non era un gioco da prendere alla leggera: richiedeva una buona coordinazione dei gesti tra i due partecipanti, e giocato con troppa foga poteva fare piuttosto male. La palla che ti arrivava addosso a tutta velocità non era un'esperienza piacevole, eppure era impossibile smettere.

Il gioco veniva dagli Stati Uniti, dove era conosciuto con il nome di Zoom Ball e spopolava già dalla metà degli anni Settanta. Nella Repubblica Democratica Tedesca era venduto con il nome di "rucki-zucki". In Italia arrivò come gioco da spiaggia alla fine degli anni Settanta: divenne in breve tempo popolarissimo, per poi sparire altrettanto velocemente dalle spiagge, sostituito da racchettoni, tamburelli e dalle mode estive successive.

Oggi il Going non è scomparso del tutto: viene ancora commercializzato e utilizzato come strumento per migliorare la motricità in varie patologie dell'infanzia e dell'adolescenza, e c'è chi lo usa anche per la ginnastica dolce degli anziani. Ma per chi c'era, resta soprattutto il ricordo di quella palla arancione che fischiava lungo le corde tese, tra il profumo della crema solare e le risate sulla sabbia calda.

Non tutti sanno che

Il Going negli Stati Uniti si chiamava Zoom Ball, mentre nella Germania dell'Est era venduto con il nome "rucki-zucki". Esisteva anche un trucco per rendere il gioco più movimentato: alcuni riempivano la palla d'acqua, così quando arrivava a fine corsa schizzava il malcapitato avversario.

E nonostante oggi sembri solo un ricordo da spiaggia, il gioco non è mai davvero sparito: proprio per la sua capacità di allenare coordinazione e movimento, viene ancora usato come attrezzo per la motricità dei bambini e addirittura per l'attività fisica degli anziani, nelle case di riposo.

Domande frequenti

Come si giocava a Going?

Si giocava in due: ogni giocatore teneva in mano due maniglie alle estremità di due cavi di nylon, al centro dei quali scorreva una palla ovale di plastica. Allargando le braccia si spediva la palla verso l'avversario, che la respingeva con lo stesso movimento.

Come si chiamava il Going in America?

Negli Stati Uniti si chiamava Zoom Ball, mentre nella Repubblica Democratica Tedesca era venduto come "rucki-zucki".

Quando era di moda il Going?

Il gioco spopolava negli Stati Uniti già dalla metà degli anni Settanta e in Italia fu il gioco da spiaggia più popolare tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta, prima di cadere rapidamente nel dimenticatoio.

Perché il Going faceva male?

Se giocato con troppa foga, la palla che sfrecciava lungo le corde poteva arrivare addosso a gran velocità o pizzicare le dita: non era raro portarsi a casa qualche livido.

Il Going esiste ancora?

Sì: viene ancora commercializzato e utilizzato come strumento per migliorare la motricità dei bambini e per la ginnastica dolce degli anziani.

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