All'inizio degli anni '90, un gruppo di quattro tartarughe mutanti amanti della pizza è diventato uno dei fenomeni più grandi della cultura pop mondiale: parliamo delle Tartarughe Ninja, protagoniste di "Tartarughe Ninja alla riscossa", il cartone animato che ha riempito i pomeriggi dei bambini italiani insieme a Dragon Ball e ai Cavalieri dello Zodiaco.

Dal fumetto underground di New York al fenomeno mondiale

Le Tartarughe Ninja nascono nel 1984 come fumetto: "Teenage Mutant Ninja Turtles", creato da Kevin Eastman e Peter Laird per la loro piccola casa editrice Mirage Studios. Era una parodia nera dei fumetti di supereroi newyorkesi, molto più violenta e cupa del cartone che i bambini avrebbero visto anni dopo. Nessuno avrebbe scommesso su di essa: e invece il successo del primo albo fu così sorprendente che arrivarono presto giocattoli, una serie animata, film con attori in costume e persino un cartonato per il cinema.

La storia: quattro fratelli sotto le fogne di New York

La premessa è diventata leggenda. Quattro cuccioli di tartaruga cadono nelle fogne di New York insieme a un ratto, Splinter, e vengono toccati da un liquido misterioso che li trasforma in esseri senzienti: le tartarughe crescono antropomorfe, il ratto diventa un vecchio saggio maestro di arti marziali. Splinter li cresce come figli e li addestra nel ninjutsu, dando a ognuno il nome di un grande artista del Rinascimento italiano: Leonardo, Raffaello, Donatello e Michelangelo.

Ogni tartaruga ha una personalità e un'arma precisa: Leonardo, la spada, è il leader riflessivo; Raffaello, i sai, è il burbero ribelle del gruppo; Donatello, il bastone, è l'inventore e il cervello; Michelangelo, i nunchaku, è il più scherzoso e goloso, l'anima divertente della squadra. I loro colori delle maschere — blu, rosso, viola e arancione — sono diventati un codice visivo riconoscibile in tutto il mondo.

La serie animata del 1987

La versione che i bambini italiani hanno conosciuto è la serie animata del 1987, prodotta dalla Murakami-Wolf-Swenson. Rispetto al fumetto, i toni si sono addolciti enormemente: via la violenza, spazio alla comicità, alle gag e alla pizza. In Italia il cartone arrivò nei primi anni '90 e diventò subito uno dei programmi più seguiti del pomeriggio, alimentando una mania di giocattoli, zaini, astucci e merendine a tema.

Dalla parte del male c'erano il malvagio Shredder, capo del clan del Piede, e l'alieno cervello Krang, nascosto nel ventre del loro quartier generale mobile, il Technodrome, sempre in fuga tra le dimensioni. Attorno a loro orbitavano i due scagnozzi comici Bebop e Rocksteady, un rinoceronte e un facocero mutanti, la giornalista April O'Neil, alleata fidata delle tartarughe, e lo sportivissimo caso umano di Casey Jones.

Pizza, parole e sigla: perché è rimasto nel cuore

Le Tartarughe Ninja hanno reso la pizza il cibo ufficiale dei cartoni animati: ogni episodio conteneva almeno una scena in cui le quattro si azzuffavano per l'ultima fetta. La sigla italiana, orecchiabile e piena di nomi da cantare a squarciagola, ha fatto il resto: come tutte le sigle di quel periodo, resta impressa nella memoria di chi la cantava davanti alla TV aspettando l'inizio dell'episodio.

Il successo non si fermò alla TV: i film dal vivo del 1990 e del 1991, con le tartarughe in costume animato, portarono milioni di famiglie al cinema, e il merchandising — dalle action figure ai videogiochi per console — fece delle Tartarughe una delle marche più potenti del decennio.

Un fenomeno che non è mai finito

Pochi cartoni hanno avuto la longevità delle Tartarughe Ninja: nuove serie animate, nuovi film e reboot si sono susseguiti fino a oggi, e ogni generazione ha avuto la sua versione delle quattro tartarughe. Ma per chi ha cresciuto i pomeriggi degli anni '90, quelle originali — tra pizza, Technodrome e la sigla cantata a squarciagola — restano le vere e uniche Tartarughe Ninja.

Non tutti sanno che

Le Tartarughe Ninja nacquero nel 1984 da un disegno quasi per scherzo di Kevin Eastman e Peter Laird, che per stampare il primo fumetto in bianco e nero si indebitarono: la prima tiratura fu di sole 3.000 copie, andate esaurite in pochi giorni. Il fumetto era nato come parodia di Daredevil: il liquame radioattivo che muta le tartarughe è lo stesso che acceca Matt Murdock, e il maestro Splinter prende in giro il nome di Stick, il mentore di Daredevil. Il successo mondiale arrivò con l’accordo del 1988 con la Playmates per i giocattoli, che convinse i produttori a lanciare la serie animata. I nomi dei quattro eroi — Leonardo, Michelangelo, Donatello e Raffaello — furono scelti dai due autori ispirandosi ai grandi artisti del Rinascimento italiano.