Dai Cavalieri dello Zodiaco a Sailor Moon, passando per Dragon Ball e i Simpson: la guida completa ai cartoni animati anni 90 che hanno riempito i pomeriggi di un'intera generazione.

Perché i cartoni animati anni 90 restano insuperabili

Negli anni '90 il cartone animato non era un contenuto da guardare quando capita: era un appuntamento. Bim Bum Bam su Italia 1, Solletico su Rai Uno, le repliche estive e le videocassette registrate a mano con il VHS. Un palinsesto che scandiva la giornata: si tornava da scuola, si pranzava di corsa e ci si sedeva davanti alla TV con l'orario impresso in testa. Da qui nasce la nostalgia enorme che ancora oggi circonda questi titoli.

Dragon Ball e Dragon Ball Z

Arrivato in Italia nella prima metà del decennio, Dragon Ball ha trasformato il modo di raccontare il combattimento nell'animazione giapponese. Trasformazioni, tornei, livelli di potenza sempre più assurdi: Goku è diventato l'eroe condiviso di milioni di bambini italiani. Le sigle, il doppiaggio e i cliffhanger settimanali hanno fatto il resto.

I Cavalieri dello Zodiaco

Tecnicamente un titolo di fine anni '80, ma è negli anni '90 che in Italia esplode definitivamente, con repliche continue e un merchandising travolgente. Le armature d'oro, la mitologia greca riletta in chiave epica e la sigla di Giorgio Vanni e dei Cavalieri resteranno per sempre nella memoria collettiva.

Sailor Moon

Trasmesso in Italia dal 1995, Sailor Moon ha portato in TV un'eroina che poteva essere insicura, golosa e distratta e allo stesso tempo salvare il mondo. Il gruppo delle guerriere Sailor ha definito un immaginario femminile nuovo per l'animazione pomeridiana italiana, tra trasformazioni, amicizia e primi amori.

Pokémon

La fine del decennio appartiene a Pokémon: 1999 in Italia, e da quel momento cartone, videogiochi e carte collezionabili diventano un'unica cosa. Il cortile di scuola si riempie di scambi, e la sigla italiana diventa un inno che ancora oggi tutti sanno cantare a memoria.

Le Superchicche, Dexter e la nuova scuola americana

Accanto all'animazione giapponese, negli anni '90 esplode una scuola americana ironica e stilizzata: Il laboratorio di Dexter, Le Superchicche, Ecco Pippo!, Aaahh!!! Real Monsters. Grafica piatta, umorismo veloce, battute pensate anche per gli adulti: un linguaggio che influenzerà tutta l'animazione successiva.

I Simpson e l'animazione per tutta la famiglia

I Simpson arrivano in Italia nel 1991 e cambiano le regole: un cartone animato che si guarda in famiglia, che parla di politica, lavoro, scuola e società con una satira affilata. Insieme a serie come Futurama (fine decennio) apre la strada all'animazione adulta in prima serata.

Le sigle: metà del successo

Impossibile parlare dei cartoni animati anni 90 senza le sigle italiane. Cristina D'Avena per la scuderia Mediaset e poi Giorgio Vanni hanno costruito un repertorio unico al mondo: in nessun altro paese le sigle venivano riscritte, ricantate e pubblicate come veri album di successo.

Come rivedere oggi i cartoni anni 90

Molti titoli sono oggi disponibili nelle piattaforme streaming, in edizioni home video rimasterizzate oppure nei canali tematici. Ma il modo più autentico di riviverli resta ascoltare le sigle originali e ritrovare quell'ora esatta del pomeriggio in cui tutto si fermava.

Non tutti sanno che

Gran parte delle sigle dei cartoni animati che vedevamo in Italia era cantata da Cristina D’Avena, diventata negli anni ’80 e ’90 la voce ufficiale dei pomeriggi dei bambini: le sue sigle uscivano come veri e propri dischi e vendevano milioni di copie. Molti cartoni arrivavano in Italia con anni di ritardo rispetto al Giappone, e le sigle originali venivano sostituite da canzoni italiane scritte apposta, spesso più famose della serie stessa. I contenitori come Bim Bum Bam scandivano l’ora esatta in cui i cartoni andavano in onda, e per intere generazioni quel momento era intoccabile.